Il sogno che resiste. Lo Chef del Ristorante Il Boccaccio di San Pietro Avellana (IS) ha ricevuto due prestigiosi riconoscimenti dall’Associazione Italiana Cuochi.
Ha ricevuto due prestigiosi premi dall’Associazione Italiana Cuochi Ermes Colecchia, Chef del Ristorante Il Boccaccio di San Pietro Avellana (IS), il paese del tartufo in Molise, che negli ultimi anni sta facendo parlare di sé per la sua cucina d’avanguardia ancorata alle radici della terra alto molisana. Due premi, conferiti al cuoco di San Pietro Avellana, classe 1990, durante una cena di gala che si è tenuta ad Amorosi (BN) il 25 marzo 2025: le “Cinque stelle d’oro per la cucina”, per aver contribuito a diffondere la buona cucina italiana nel mondo, e il premio “Azienda di eccellenza riconosciuta”. «Una grande emozione – ha confessato lo Chef, che ha ritirato i premi con la moglie Roberta, con la quale condivide la gestione del ristorante, e la piccola Rebecca, di appena due mesi -. I risultati si vedono quando si lavora bene con
sincerità, selezionando materie prime d’eccellenza e mettendo a frutto tutta l’esperienza acquisita in giro per il mondo. Avere un’attività non è facile, soprattutto in un paese come San Pietro Avellana, ma questi premi ripagano per tutto l’impegno messo fino ad oggi».
Dalle cucine del mondo alle radici molisane.
La storia di Ermes inizia fin dalla nascita, da quando respirava i sapori del buon cibo nel ristorante dei suoi genitori. Poi la scelta di frequentare l’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, per diventare cuoco. Dopo il diploma, come molti giovani chef, ha fatto la “gavetta” girando l’Italia e l’Europa: Grecia, Francia, Svizzera, e poi Milano, Torino, Brescia. Un percorso formativo che gli ha permesso di acquisire tecniche e conoscenze preziose, ma che col tempo ha risvegliato in lui un sentimento profondo: la nostalgia di casa. «I prodotti che abbiamo in Alto Molise, all’estero non si trovano – racconta Ermes con orgoglio -. Volevo mettere radici e valorizzare il meglio della mia terra». È stato allora che, insieme alla moglie Roberta, ha iniziato a coltivare un sogno: aprire un ristorante a San Pietro Avellana. Nasce così “Il Boccaccio”, un nome che racchiude già una storia familiare: il padre di Roberta è appassionato di conserve, mentre la madre di Ermes, insegnante di italiano, nutriva un amore particolare per il celebre poeta toscano.
Il destino, però, aveva in serbo una prova durissima per i due giovani ristoratori. «Abbiamo inaugurato il 23 dicembre 2020 – ricorda Ermes -, e il 24 dicembre abbiamo chiuso in zona rossa». Un’apertura seguita immediatamente da una chiusura forzata a causa delle restrizioni per il Covid-19. Ma Ermes e Roberta non si sono arresi. Con tenacia, hanno iniziato a proporre l’asporto fino a maggio, per poi riaprire all’aperto il 1° maggio 2021, “sotto la pioggia” precisa lo chef, sottolineando le difficoltà di quel periodo. Nonostante le dimensioni ridotte del paese, la coppia ha creduto nel progetto, ottenendo anche un finanziamento attraverso il programma “Resto al Sud”. La filosofia del ristorante è chiara: «Non è un ristorante classico molisano – spiega Ermes -, ma abbiamo cercato di differenziarci, unendo tutta l’esperienza fatta fuori, per proporre piatti diversi della zona, senza sconvolgere troppo la tradizione». Il Boccaccio si distingue per l’abilità di coniugare gli ingredienti tipici del Molise e delle regioni vicine con tecniche di cottura innovative: sottovuoto, cottura a bassa temperatura con l’utilizzo di un roner, cotture lunghe e piatti eleganti. «Abbondanti perché siamo in Molise – sorride Ermes – ma ogni impiattamento è studiato nei minimi dettagli».
I piatti che raccontano la terra del Tartufo.
Il menu cambia con le stagioni, ma alcuni piatti sono già diventati iconici: la Pallotta cacio e ova rivisitata, con all’interno una fonduta di caciocavallo, fritta e servita su crema di pomodoro di Montagano; la Pasta fresca fatta a mano; i Risotti creativi come quello ai tre pomodori o con formaggio erborinato e riduzione di Tintilia. Il protagonista indiscusso è il Tartufo di San Pietro Avellana, proposto in abbinamenti classici e innovativi: dalle tagliatelle agli gnocchetti di patate con crema al tartufo e burrata, fino al baccalà e all’uovo a bassa temperatura.
La sera, inoltre, Il Boccaccio si trasforma proponendo la Pinza romana, con varianti che celebrano il territorio come la “Spa”: salsiccia di San Pietro Avellana, funghi porcini ripassati in padella e tartufo nero locale.
Oggi Il Boccaccio è diventato una meta gastronomica che attira clienti non solo dai paesi limitrofi, ma anche da Roma, Napoli e altre città. Con 35-40 posti a sedere d’inverno e 60- 70 d’estate, il ristorante è la prova che è possibile resistere e creare eccellenza anche nei piccoli centri delle aree interne. «Noi lottiamo qui per andare avanti – conclude Ermes -. È molto difficile stare qui, ma noi amiamo il nostro territorio e lo vogliamo promuovere al meglio». La storia di Ermes Colecchia e del ristorante Il Boccaccio è molto più di un successo gastronomico: è un inno all’amore per le radici e alla capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Una stella che brilla tra le montagne
molisane, illuminando un futuro possibile per chi sceglie di restare.
Per seguire lo Chef e il ristorante Il Boccaccio,
Facebook: https://www.facebook.com/ilboccaccioosteria
Instagram: https://www.instagram.com/ilboccaccio/
Hashtag #sisfiamma