Il DDL per l’accorpamento delle regione procede spedito. Tiberio (Italia Unica): “Bisogna opporsi”

Niente più Piemonte, Valle d’Aosta, Abruzzo, Puglia e Liguria. Al loro posto ci sarà la Regione Alpina e quella Adriatica. Via anche Marche, Abruzzo e Molise: nella nuova mappa saranno sostituite dalla Regione Adriatica, da quella Tirrenica e da quella del Ponente. Un maxi accorpamento che, di fatto, cambierebbe il volto del l’Italia senza tener conto delle tradizioni e della storia delle città che confluirebbero in un’altra Regione.

La proposta di legge presentata a Montecitorio dai parlamentari del Partito Democratico Roberto Morassut e Raffaele Ranucci, sembra aver preso la strada veloce nell’iter verso la discussione nelle varie sedi preposte, con la conseguente preoccupazione di diverse costole della politica nazionale, prescindendo dall’orientamento politico. Anche in questo caso la “scusa” sarebbe la spending review, dovuta alla insostenibilità di sostenere quei circa 1.160 milioni di euro necessari a mantenere i consigli regionali. Secondo le stime dei proponenti, l’ipotetica aggregazione potrebbe far risparmiare allo Stato almeno 400 milioni di euro. Senza, però, tener conto dei problemi logistici che ne deriverebbero. In primis, col personale, considerato che il ministero della Pubblica amministrazione non ha ancora risolto il problema dei 20 mila dipendenti pubblici che, dopo la chiusura delle Province, deve ricollocare, creando dunque con altro personale in esubero. Sempre secondo la nuova mappa d’Italia ridisegnata dai due deputati, ma che potrebbe essere rivista nella sua aggregazione, la sola amministrazione del Nord Italia a non essere toccata sarebbe la Lombardia. Oltre alla Regione Alpina, che unirebbe Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, nascerebbe infatti il Triveneto dall’unione di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Nel centro Italia, invece l’Emilia Romagna ingloberebbe dalle Marche la provincia di Pesaro mentre Toscana, Umbria e provincia di Viterbo si unirebbero per formare l’a Regione Appenninica. Come già detto, Marche, Abruzzo e Molise darebbero vita alla Regione Adriatica, ma su questa ultima la discussione ancora è in essere. Il Lazio, poi, scomparirebbe diventando un unico grande Distretto di Roma Capitale e lasciando le province meridionali alla Regione Tirrenica che includerebbe anche la Campania. Nel Sud Italia, poi, la Puglia guadagnerebbe dalla Basilicata trasformandosi così nella Regione Levante. Immutate, infine, Sicilia e Sardegna, che forse (si spera) perderanno la condizione di Regioni a Statuto speciale così da dover rispettare i parametri economici sulla spesa pubblica, fin ora mai adottati e che hanno visto raggiungere una spesa interna imbarazzante. Stamattina, sul tema, è intervenuto Maurizio Tiberio, esponente molisano di Italia Unica, il Movimento politico di Corrado Passera, il quale ha dichiarato: Nelle ultime ore da fonti parlamentari e’ trapelata la notizia che il DDL di riordino delle regioni a firma dei parlamentari del PD Morassut e Ranucci sta velocemente andando avanti. Entro sessanta giorni, il governo riceverà la relazione della commissione tecnica appena costituita per definire il perimetro della riforma del nuovo sistema regionale . Il DDL, così come è ,vedrà scomparire il Molise come realtà amministrativa autonoma.Ma la cosa drammatica è che la nostra regione sarà cancellata come realtà culturale , sociale e tradizionale. La provincia di Isernia sarà fagocitata dalla regione chiamata Adriatica composta da Abruzzo, Marche , (senza la provincia di Pesaro) e la provincia di Rieti. La provincia di Campobasso sarà annessa alla regione chiamata di Levante , insieme alla Puglia ed alla provincia di Matera. Il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino ha espresso già il suo parere favorevole. Nelle prossime ore mi farò portavoce per organizzare un incontro con tutte le forze di rappresentanza regionali per evitare la cancellazione culturale , storica e tradizionale del Molise.

mauriztiberioSe deve esserci, così come credo sia necessario vista la realtà attuale , un riordino complessivo del sistema delle regioni , il Molise non deve pagare un ulteriore prezzo con il suo smembramento. Io credo che in questo scenario , dobbiamo , tutti insieme lottare per dar vita ad una regione , la denominazione francamente non mi interessa, insieme ad Abruzzo e Marche, nelle loro interezza. Questa è la battaglia politica che tutti insieme dobbiamo combattere e vincere.

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