Regione/ Giunta, “C’è” due senza tre

di Stefano Manocchio

Alla fine a furia di ridimensionare, la nuova Giunta regionale del Molise partirà con un ‘quorum’ da piccolo Comune. Francesco Roberti, quindi decide di partire in sordina e il Dpgr n.36 di nomina degli assessori contiene solo due nomi: Gianluca Cefaratti de ‘Il Molise che vogliamo’, che avrà delega a Bilancio, finanza e patrimonio, politiche del lavoro, Politiche sociali, terzo settore, politiche per l’immigrazione e Michele Marone della Lega (assessore esterno) a cui spetterà la delega ai Lavori pubblici, viabilità e infrastrutture, sistema idrico integrato, demanio regionale.

Si nota come mancano i nomi dei grandi potatori di voti, ad iniziare da Salvatore Micone e gli altri di Fratelli d’Italia e Foza Italia, ma anche quelli della lista di appoggio al presidente Roberti. Si tratta di partire per approvare il bilancio e la nomina del Presidente del Consiglio regionale, per poi procedere all’allargamento dell’esecutivo, per portarlo presumibilmente a cinque componenti.

Al momento ci sarebbero due diatribe: una tutta interna al partito della Meloni e l’altra tra questa sigla politica e Forza Italia; l’incontro tra Giovanni Donzelli e Claudio Lotito dovrebbe essere decisivo.

Il nodo è sulla presidenza del Consiglio regionale, che finora sembrava essere appannaggio esclusivo di Fratelli d’Italia, con lo scontro politico tra Quintino Pallante e Michele Iorio e che invece andrebbe verso un discorso del tipo “una poltrona per tre” con una opzione anche per Nicola Cavaliere. Non è un nodo da poco e coinvolge anche l’utilizzo del metodo da usare per tutti gli incarichi. Fratelli d’Italia è il primo partito, non esprime l’appartenenza di Francesco Roberti (che è in quota a Forza Italia) e vuole rappresentanza piena in una giunta che può essere al massimo a cinque: perciò l’importanza della presidenza del Consiglio regionale. Cavaliere dal canto suo rivendica una lunga militanza politica nel centro destra sempre con buoni risultati e vuole presentare il contro; i suoi ‘oppositori’ fanno notare che ha avuto la sua opportunità, con la candidatura al Senato della Repubblica, ma non è stato eletto, quindi ora potrebbe accettare di fare il consigliere ‘semplice’ o al massimo il vicepresidente del Consiglio regionale o il Segretario. Quindi la partita resterebbe tra Pallante e Iorio, ognuno con sponsor accreditati a livello nazionale.

Seconda questione: le deleghe agli ‘altri’. La lista del presidente, tramite Fabio Cofelice, ha fatto sapere di meritare “pari dignità”: ha espresso due consiglieri regionali e ora vuole incassare l’incarico. In un calcolo ‘normale’ il discorso non farebbe una piega, visto che l’altra civica, ‘Il Molise che vogliamo’ ha avuto la delega.

Ma a questo punto scende il campo il famoso manuale Cencelli, che in un caso del genere calcola il presidente della Giunta con quotazione ‘4’ e quello del Consiglio regionale con ‘3’: vuol dire che i partiti che li rappresentano devono poi essere fortemente ridimensionati nell’assegnazione delle deleghe, perché i due presidenti hanno potere decisionale, dotazione organica, indipendenza gestionale e programmatica, dotazione finanziaria: in poche parole valgono molto più del semplice assessore. Il partito di Roberti, quindi, avendo il presidente non potrebbe pretendere altro. I giochi sono aperti per tutti, con l’unica prescrizione, voluta da Roberti, di non candidare in Giunta assessori uscenti; il ragionamento appena fatto porta a pensare che comunque tutti sono in campo almeno per gli altri incarichi, compreso Vincenzo Niro che dalla sua ha un curriculum pluriennale e ogni volta riesce ad essere eletto, stavolta migliorando anche di molto il numero di preferenze. Sul politico di Baranello circolava una voce che lo voleva come Sottosegretario alla Regione Molise; sembra però che su questo tema non vi siano ancora stati contatti politici di alcun genere.

E’ tutto in ‘fieri’ e ci sono da assegnare ancora gli incarichi per l’Ufficio di Presidenza e le quattro commissioni permanenti. Siamo agli inizi e gli sviluppi saranno definiti a breve.

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