L’addio del segretario sembrava imminente già in mattinata, ma ci sono state ore di riflessione col suo stato maggiore, poi il discorso. Che di fatto congela il passo indietro. E pone paletti sul futuro: “Noi all’opposizione, il prossimo segretario deve essere scelto con le primarie”. Malumore, non solo nella minoranza. Zanda: “Non si danno dimissioni con manovre”. Cuperlo: “Non si fa così, subito la direzione”. Finocchiaro: “Dimissioni ma vanno annunciate, ma date”. Orlando: “No a partito nel bunker”. I renziani Ascani e Anzaldi contro chi attacca il leader: “Vogliono l’inciucio”. Interviene Guerini: “Dimissioni sono verissime, lunedì la direzione” www.repubblica.it
“Lascio la guida del Pd, doveroso aprire una pagina nuova”. Il segretario dem Matteo Renzi parla al Nazareno, dopo la netta sconfitta delle politiche. Ma precisa subito che resterà in carica fino alla composizione delle Camere e alla nascita del nuovo governo.
Una pesante ipoteca sul futuro del partito. Significa che sarà proprio l’attuale segretario a guidare le consultazioni al Colle. Renzi avverte: “Saremo all’opposizione, il Pd non sarà mai il partito-stampella di un governo di forze anti-sistema”. E ancora: “Da Di Maio e Salvini ci dividono tre elementi chiavi: il loro anti-europeismo, la loro anti-politica e l’odio verbale che hanno avuto contro i militanti democratici”, quindi, “nessun inciucio, il vostro governo lo farete senza di noi. Provate se ne siete capaci, noi faremo il tifo per l’Italia”. Rivendica i successi del governo di centrosinistra: “Siamo orgogliosi dei nostri risultati, ora riconsegnamo le chiavi convinti che di aver contribuito a creare un Paese migliore. Il nostro errore è stato non votare nel 2017”. Pone anche paletti per la scelta del prossimo segretario dem: “Non deve essere espressione di caminetti ristretti” e chiede nuovamente le primarie. “Poi cosa farò io? Il senatore semplice”.