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Scritto da redazione
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Giovedì 09 Febbraio 2012 18:05 |
Da un po’ di tempo a questa parte registriamo che alcuni organi di informazione locale commentano i nostri comunicati in modo da alterare quanto da noi sostenuto. Per fronteggiare questo modo strumentale e distorsivo di riportare le nostre dichiarazioni siamo costretti a ritornare sull’ultima posizione da noi espressa sul ruolo del sistema bancario a sostegno del tessuto produttivo molisano.
Riproporre la questione serve, a nostro avviso, per un duplice motivo: da un lato, perché riprendiamo un tema caro agli industriali e sul quale abbiamo speso tante parole negli ultimi anni; dall’altro, perché può rappresentare un contributo positivo per orientare meglio l’azione politica di accompagnamento allo sviluppo locale.
Precisiamo, allora, un aspetto posto nel comunicato stampa di ieri: i contributi a fondo perduto alle imprese, come forma di puro assistenzialismo - lo ribadiamo fortemente - non servono e non li vogliamo. Altro che paracadute!
Sono interventi che non rivitalizzano il tessuto produttivo e non creano prospettive di sviluppo sul territorio, ma soprattutto diffondono un modello di sottocultura imprenditoriale. Infine non sono affatto un buon investimento delle risorse pubbliche se non per il fatto che contribuiscono ad alimentare clientela.
Di diverso tipo sarebbe l’azione, che noi auspichiamo a sostegno delle imprese, di una Finanziaria regionale capace di svolgere la propria funzione con professionalità e, soprattutto, finalità imprenditoriali.
Entrare nel capitale sociale delle aziende, accompagnandole con azioni di consulenza e assistenza mirate, significa “investire“ risorse pubbliche con l’impegno al rientro a data certa e a valori possibilmente accresciuti.
Valutare le potenzialità obiettive delle aziende e scegliere le iniziative sulle quali intervenire sul piano della validità del progetto imprenditoriale, vuol dire portare linfa vitale a parti del sistema economico valutate interessanti e gettare le basi per un maggiore sviluppo, sia in termini di ricchezza (anche per il pubblico che investe proprie risorse) che di occupazione. Ma soprattutto significa diffondere elementi di cultura d’impresa favorendo la formazione degli imprenditori.
Questo il senso delle nostre proposte per l’utilizzo delle risorse pubbliche: meno assistenza clientelare e più attività imprenditoriale.
Ragion per cui, continuiamo a riproporre il tema dell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate alle imprese di tutti i settori economici, con misure di partecipazione al capitale di rischio scongiurando interventi su aziende in crisi o decotte.
Circostanza, questa, che non ci sembra abbia fatto saltare sulla sedia molti politici nei giorni scorsi quando si è trattato di deliberare un altro intervento “assistenziale” in favore dello Zuccherificio! |