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Scritto da Michele Petraroia
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Domenica 05 Febbraio 2012 17:41 |
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Il Ministro del Lavoro Fornero sbaglia a perseguire la rottura con le parti sociali insistendo a porre la questione delle modifiche all'art. 18 come elemento dirimente per raggiungere l'intesa sulla seconda fase dell'azione del Governo Monti dopo la pesantissima manovra di risanamento "Salvitalia" che si e' scaricata in gran parte sui lavoratori e sui pensionati con misure draconiane necessarie ma assolutamente inique.
Il problema nazionale e' quello del mancato sviluppo, della carenza di lavoro e di una recessione che prefigura un calo del 2 per cento del PIL nel 2012. Le forze politiche e sindacali sono consapevoli che durante l'anno serviranno 440 miliardi di euro per rinnovare i titoli del debito pubblico italiano in scadenza e che e' interesse prioritario recuperare la fiducia dei marcati internazionali per contenere i tassi d'interesse a percentuali sopportabili per le esangui casse pubbliche nazionali. I sacrifici sopportati da lavoratori e pensionati si inseriscono in questo contesto perché' e' interesse di tutti evitare la bancarotta finanziaria, la fuoriuscita dall'euro e una deriva greca o peggio ancora argentina. Cio' non puo' significare pero' che la parte più' responsabile della societa' gia' toccata da un forte calo del potere d'acquisto di salari e pensioni e che contribuisce per la stragrande maggioranza degli introiti fiscali pagati all'erario, debba essere ulteriormente penalizzata con una misura inutile, ingiusta e iniqua, quale quella di rendere possibili i licenziamenti arbitrari e discriminatori. Le confederazioni sindacali hanno svolto un ruolo determinante in ogni fase critica della storia italiana, dalla ricostruzione del dopoguerra, allo sviluppo del Mezzogiorno, fino alla costruzione delle tutele sociali, per i diritti civili, contro mafia e terrorismo, in difesa della Costituzione e per salvaguardare la liberta' e la democrazia. Come pensa il Ministro Fornero di uscire dalla più grave crisi economica dal 1929 senza raggiungere un accordo quadro con CGIL-CISL-UIL che rappresentano 12 milioni di persone ? E' inaccettabile far passare il messaggio che abrogando l'art. 18 si crei nuova occupazione per i giovani. Il Governo Monti si impegni per raggiungere l'intesa con le parti sociali su crescita, sviluppo e occupazione, coinvolgendo in positivo le confederazioni sindacali e rispettando la funzione di rappresentanza generale e di attenzione ai beni comuni che hanno sempre perseguito. Il Ministro Fornero abbia maggiore considerazione per i sacrifici imposti ai lavoratori, muti l'approccio professorale e si impegni in un piano di formazione, inserimento professionale e lavoro, indirizzato prioritariamente ai giovani, alle donne e al Mezzogiorno. Essere una forza politica riformista che non insegue i ribellismi, le proteste e le contestazioni corporative, non significa che si e' disposti ad accettare provvedimenti ingiusti come il superamento dell'art. 18. Il Governo Monti si adoperi per risolvere la grave discriminazione attivata dalla FIAT contro gli iscritti della FIOM-CGIL, apra un tavolo sulla vertenza dei treni notturni soppressi dalle Ferrovie che collegavano Nord e Sud, adotti provvedimenti per aiutare i disoccupati di lunga durata, i lavoratori a cui e' scaduta la mobilita' e le famiglie prive di reddito. |